Vi ricordate quando vi ho detto che ho abitato senza mia madre per alcuni anni? In quel periodo ho vissuto con mio padre, perché ancora un padre era presente, per quel che riusciva. Poi le cose sono cambiate senza che me ne potessi accorgere. Nel periodo in cui vivevo con lui, lui era sposato con una donna da qualche mese, quindi diciamo che non ero proprio la ben accetta in casa, però abbiamo fatto tutto il possibile per andare d’accordo. Ad un certo punto della mia adolescenza il mio rapporto con lui si raffreddò e sinceramente non so dirvi perché, a volte mi diceva che assomigliavo a mia madre, e forse, potrebbe essere questa la causa: ricordargli mia madre, evidentemente, faceva riaffiorare in lui l’aver buttato all’aria una famiglia creata insieme a lei e forse oggi se lui non avesse fatto alcuni errori,saremmo tutti insieme ed io le ricorderei mia madre con amore. Questa è l’idea che mi sono fatta.

Il rapporto con mia sorella invece non si è mai interrotto; penso che lei lo faccia solo per sè, c’è chi si abitua ad un’assenza e chi invece farebbe di tutto per non vedere. La mia non è una critica, ognuno è fatto a proprio modo, anche perché ciò che è successo con me, con lei non è accaduto, e gli auguro che non succeda mai! Troppo debole per poter accettare un’assenza così grande. Molte persone che mi circondano sono convinte che io porti rancore, ma quello che sento è molto diverso, credo sia più che altro esserci abituati a non vedere e sentire più una persona. Normalità!

Quando partì a Piacenza, il nostro rapporto faceva finta di esserci, ma non era più così, tanto che, non gli ho detto io che ero malata, e neanche mia madre. Penso sia stata mia sorella o qualcuno della famiglia di mia madre. Non ho mai chiesto, pensa che interesse.

Devo ammettere di avere il mio caratterino, io non dico di essere la donna perfetta, però, se oggi sono così lo devo a me stessa e al mio carattere. Però una cosa me la sono sempre chiesta: cosa può davvero fare una figlia per non rivolgersi la parola con un padre, a parte ricordare la madre? Possiamo fare una lunga lista di ipotesi, surreali anche, ma non so se troveremo mai una risposta, perché la risposta non c’è. Ho provato anche a fare il ragionamento che diceva mia madre: dove non arrivano i genitori, devono arrivarci i figli. Fatto! Non è cambiato nulla, anzi siamo arrivati a più di un anno senza parlarci, e a me, oggi, va benissimo così.

Con questo per collegarmi al vecchio capitolo “no stress”, perché un anno prima di scoprire di essere malata ho avuto un grossissimo malumore da parte sua, ho pianto da star male sul posto di lavoro, ho pianto così tanto da sentirmi dire dalla mia titolare di tornare a casa e di chiamarla se non stavo bene. Per la prima vera volta mio padre decise di offendermi, di darmi dell’ingrata, mi disse di andarmene di casa e di lasciagli e chiavi nella cassetta postale, certe parole non si scordano! Ho sofferto tanto, come poche volte nella mia vita. Ho dormito da un’amica per quasi un anno senza dire nulla alla mia famiglia, e si rese conto REALMENTE della mia assenza dopo che andai a Piacenza, e ci riparlammo, ma poi si ricominciava, senza un ovvio motivo e tutto finiva di nuovo, ma questo è solo l’inizio.

Ho chiesto alla mia dottoressa se un forte malumore possa far ammalare il corpo, e lei mi rispose ” certamente”. Lì ho preso la mia scelta di non dirgli nulla, ma di aspettare che qualcuno glielo dicesse, così da accorgersi che non era più importante per me, perché la malattia l’associo solo a lui.

Lui, per me, è la causa.

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